PAROLE SCRITTE
1 Commento La realtà
Quando guardi un film tutto sembra semplice. E quando ne hai guardati centinaia ti capita di credere di sapere ormai tutto ciò che devi sapere. Sarà una passeggiata, pensi. La realtà – te ne accorgi quasi subito – è molto differente. L’arma, per cominciare. Una pistola carica pesa e ti riempe la mano. Se non sei abituato dopo un poco il polso e l’avambraccio sono doloranti. Di tenerla puntata con due mani a braccia tese per più di qualche secondo, poi, neanche a parlarne. Inoltre, scopri di non sapere come prendere bene la mira. Sei destro: chiudi l’occhio sinistro e cerchi di allineare la vista con le tacche e il mirino. Ma a differenza di quanto ti aspetti i cerchi dipinti di trizio sono enormi. A pochi metri la pistola appare più grossa della testa di un uomo. Come diavolo si fa a mirare un punto preciso? E ancora: ci provi lo stesso, miri e spari. L’arma quasi ti salta via dalla mano e inevitabilmente perdi la mira. Nei film puoi sparare un intero caricatore, quindici cartucce, e mantenere una rosata ristretta. Nella realtà, alla tua prima volta, sei così disorientato che non sai nemmeno dove è finito il primo colpo. Sì, perchè mentre nei film si può puntare nella generica direzione del bersaglio, nella realtà fai un’altra scoperta: il proiettile calibro nove è appena più grande della caccola che puoi estrarti dal tuo naso. Pochi millimetri di lega metallica che seguono una traiettoria balistica tendenzialmente rettilinea per il primo tratto. Se non trova il tuo bersaglio si perde nell’aria o in un muro. Non è come nei videogiochi dove i colpi sembrano larghi mezzo metro e in qualunque direzione si spari finiscono sempre per colpire qualcuno. Insomma, non è affatto semplice. E poi ti accorgi di un’altra cosa: se i tuoi primi colpi ti sono sembrati difficilissimi, quelli successivi che devi sparare mentre stai correndo sono quasi impossibili. E con un ultimo orrore comprendi che a vuotare un caricatore ci vuole davvero poco, ma per sostituirlo ci vuole il suo tempo e devi averne uno di riserva. E nel frattempo rimani indifeso, con l’arma dal carrello aperto e fumante. E infine: quando sei colpito non fai scenografiche piroette in aria, non cadi tenendoti la ferita compressa con le mani, non ansimi sudato ma lucido. Piuttosto senti un dolore indescrivibile e se sei fortunato perdi subito coscienza. Il tuo corpo si affloscia all’istante, ovunque ti trovi. Magari il tuo cuore batte ancora per qualche secondo ma tu stai già affogando nel tuo stesso sangue che sta riempiendo i polmoni.
(Nessun titolo di coda.)
Coincidenze… in questi giorni mi sono ritrovata a pensare che la vita non è MAI come nei film. Osservi attentamente i protagonisti, ti immedesimi a tal punto da pensare che infondo la realtà non è poi così diversa ed invece, come dici tu, uno scontro con la realtà, quello duro che fa davvero male ti si propone quasi subito…