12 nov, 2011 - GIOCHI, VITA    Nessun Commento

Pancakes & Pandaren

Sto versando un’abbondante dose di sciroppo d’acero sulla piccola pila di pancakes che stamattina interpretano la mia colazione. Sullo schermo leggo le news registrate alla BlizzCon di quest’anno e alcune Q&A realizzate con producer e designer. Dopo alcuni april’s fool e svariati depistaggi sembrerebbe proprio che Pandaria sarà il cuore della prossima espansione di World of Warcraft. Nuovo level cap, nuove zone, nuove quest, nuove istanze e raid, nuova classe; insomma, tutto il menu che ci si attende di solito da un grosso calibro [per dire il vero: l'unico grosso calibro al momento in circolazione] quale è WoW. Ma se Wrath of Lich King aveva fatto storcere più di qualche naso (finendo comunque per essere poi un’espansione alquanto amata) e Cataclysm ha creato un malcontento perenne, sembra che le future nebbie orientaleggianti di Pandaria stiano creando una frattura insanabile nella base di giocatori. L’impressione diffusa è che il naturale invecchiamento del gioco, con conseguente e costante calo delle sottoscrizioni ed emigrazioni verso altri titoli, verrà contrastato con un’impostazione decisamente più casual, soft e semplificata. Blizzard guarda all’immenso mercato potenziale dell’estremo oriente (leggi: Cina, Corea e Taiwan), insomma, e intende reclutare nuovi e più giovani giocatori nel resto del mondo. Se la nuova e misteriora PI (Titan) esiste davvero è probabile che Mists of Pandaria sarà l’ultima espansione del gioco prima di una sua transizione verso formule free-to-play. (Ovviamente non tutti condividono queste previsioni; anzi, c’è anche chi sostiene che WoW riattirerà nel proprio orizzonte degli eventi parecchi transfughi). Mi sa che devo mettermi sotto con l’achievement Loremaster prima di essere distratto anch’io dall’imminente Star Wars: The Old Republic.

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