15 gen, 2012 - BLOG, DRAFT, PAROLE SCRITTE    Nessun Commento

Guardo

Guardo. Il buio ormai sceso sopra la strada già accecata dalla nebbia. L’umidità condensata sul palo che regge il cartello di divieto di sosta. Attendo. Brividi e mani che aggiustano pesanti sciarpe di lana. Una voce, una radio, lontana, la musica che salta da una melodia all’altra. La finestra. Aperta, come speravo. Riflessi tremolanti di uno schermo televisivo. Attendo ancora. La tua figura, malcelata dalle tende sottili, che si muove assecondando ritmi sconosciuti. Un portone si apre, cigolando invisibile, e poi si richiude. Rubo le tue forme, il profilo della tua schiena, il pallore del tuo petto e l’oscurità dei tuoi capelli. Soffro. Panciute gocce d’acqua iniziano a martellare il selciato. Respiro, piano. Ti fermi e sembra che volgi lo sguardo verso la strada, verso il muro lattiginoso. Verso di me. Mi sto solo illudendo. Alzo il viso e lascio che venga molestato dalla pioggia.

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