BLOG, PAROLE SCRITTE
Nessun Commento Le tue pagine
Le tue pagine sono colme di inchiostro e di affetto
e nondimeno bruciano rapide tra le fiamme del focolare.
BLOG, PAROLE SCRITTE
Nessun Commento Le tue pagine sono colme di inchiostro e di affetto
e nondimeno bruciano rapide tra le fiamme del focolare.
BLOG, CIBO, CUCINA
Nessun Commento
Altro piatto veloce veloce ormai immancabile nella mia povera cucina: zuppa di ceci e castagne.
BLOG, MUSICA, VIDEO
Nessun Commento
Tom Waits: Martha
Jessie J: Price Tag
Anna Tsuchiya [Nana (Black Stones)]: Rose
Lip Dub – Tambureddu
Venice in the fog
Tune for Two
BLOG, PAROLE SCRITTE
Nessun Commento Implacabile come il tuono in una giornata screziata di fulmini, arriva la tua telefonata. Ogni volta è un sussulto, una sorpresa dal gusto amaro come le goccie dell’anestesia del dentista che sono spillate dall’ago premuto sulla gengiva e raccolte in fondo alla bocca. Mi chiedi, anzi mi ordini, di venire a prenderti all’uscita del tuo ufficio: quel palazzone sulle cui vetrate si riflettono le nubi della periferia e nel quale non si entra senza una tessera di plastica come la tua, prova tangibile dell’appartenenza alla tribù dei piùcazzuticonsulentidaziendadelmondo. Dovrei essere duro, ma sono solo stanco, colto alla sprovvista e del tutto impreparato. Non riesco a mandarti a fare in culo e tu ovviamente non ti aspetti nulla di meno. La tua voce è sbrigativa come una cassiera di supermercato che sta dando il resto all’ultimo cliente del giorno. Vuoi mangiare pesce, stasera. Non colgo nemmeno il nome del ristorante, è sicuro che non lo conosco; d’altra parte non frequento tutti quei locali dove la tua tribù cena, o prende l’aperitivo, o ordina costosi millesimati, o si ritrova dopo il teatro e il cinema o dei quali comunque vi scambiate biglietti da visita e indirizzi. Dal numero di posti in cui mi hai trascinato negli ultimi due anni sembrerebbe che in ufficio non facciate altro. Ovunque ci sediamo il maître o il cameriere – e più spesso entrambi – ti sorridono e ti salutano lasciando intendere una frequentazione abituale e indugiano sul mio volto solo un istante, giusto il tempo per rendersi conto che nella coppia assortita che costituiamo sporadicamente il maschio alfa è in realtà la femmina. Trovi naturale che per tutta la durata della cena, esattamente come sta succedendo anche stasera, il giovane dalla giacca bianca e lisa graviti permanentemente attorno al nostro tavolo, che ti chieda ogni cinque minuti se tutto è di tuo gradimento, che ti riempia il bicchiere del vino chinandosi lievemente per avere una chiara visione delle piene rotondità che emergono dall’ampia scollatura e che mi sottragga il piatto senza preoccuparsi di verificare se io abbia terminato di mangiare quella semplicissima sogliola al sale cotta al forno che pagheremo come una paillard di balena. Non dico nulla e mi odio per questo. Tu lo sai, ma fa parte del tuo esercizio quotidiano, l’umiliazione, e la dominazione ferormonica. Se dipendesse da me ti trascinerei nel parcheggio di questo pretenzioso ristorante, ricoperto di ghiaia fine nemmeno fosse un giardino zen giapponese nel quale grosse berline parcheggiate alla rinfusa fungono da rocce simboliche, e ti allungherei un sonoro schiaffo, incurante degli sguardi divertiti degli sguatteri che si affacciano dalla porta esterna delle cucine. Invece, è ovvio, sopporto in silenzio anche il caffè. Poi finalmente ti alzi e ti dirigi verso l’uscita, lasciando che la tua carta venga strisciata con un gesto libidinoso dal maître. Sto trattendendo il fiato, me ne accorgo. E anche tu, mentre prendi dalle mani della guardarobiera il tuo soprabito. Sorridi: è questo il tuo momento. Il momento in cui decidi se le poche decine di grammi di pesce che hai piluccato meritano un’intera notte di riposo indisturbato, da sola nel tuo letto, o se questo amalgama di proteine e grassi improbabilmente nocivo debba essere annichilito immediatamente con un paio di ore di sesso. Possibilmente non autoprodotto. Possibilmente con me, è il mio incontrollabile pensiero. Ti desidero. E mi odio. Sempre.
BLOG, LETTURE, VITA, WEB
Nessun Commento 
Zazie, finalmente! Leggendo come tutti i giorni il blog di Alessia Rastelli e Tommaso Pellizzari su Corriere.it ho scoperto che è giunta l’ora della nascita di questa piattaforma firmata Digitpub. Le intenzioni sono ottime; non solo un clone italiano di aNobii (cosa, già di per sè lodevole, considerando il panorama dei lettori nostrani) ma anche una maggiore strutturazione – così si sostiene – della condivisione. Al momento, e non potrebbe essere diversamente, vi sono ancora piccoli difetti di gioventù (la registrazione non sempre funziona e manca un’applicazione mobile), ma non vedo l’ora di importare la mia libreria.
BLOG, VIDEO, VITA
Nessun Commento Una passeggiata per il centro città con la fotocamera.
BLOG, CIBO, CUCINA
Nessun Commento
Ecco uno dei miei “piatti” veloci. I puristi obietteranno che la parola “teriyaki” è usata un po’ a sproposito. In effetti il termine in origine non indica il tipo di condimento, di marinata, utilizzato bensì il metodo di cottura (alla griglia). Avendo io un minuscolo angolo cottura targato Ikea, e pochissimo tempo a disposizione, questa è una delle mie tante reinterpretazioni di piatti che amo mangiare, correttamente, quando ne ho l’occasione.
BLOG, MUSICA
Nessun Commento
Tiziano Ferro: La Differenza Tra Me e Te
Adele: Someone Like You
Eddie Vedder: Hard Sun
Duran Duran: Save A Prayer
Morgan & Noemi: Altrove
BLOG, LETTURE
Nessun Commento
Mese di interessanti uscite, questo. Con l’usuale copertina dai toni cupi che ripropone un ritratto dell’autore, Einaudi pubblica l’ultima opera di Nicolai Lilin, scritta anch’essa – come le precedenti- in italiano. Al pari del tomo di Murakami ero in attesa anche dell’ultimo romanzo di questo ex ragazzo della Transnistria ed ex combattente in Cecenia. Dovrei iniziare il libro a breve (giusto il tempo di terminare la lettura di un paio di volumetti) e probabilmente sarà consumato in pochissime corse mattutine di treno. Ma, se dovesse avere la forza narrativa delle due opere precedenti di Lilin, di certo rimarrà ben impresso negli occhi a lungo.
BLOG, MUSICA
Nessun Commento
Ellie Goulding: Guns and Horses
Miranda Lambert: Only Prettier
Craig Morgan: This Ain’t Nothing
Alberto Camerini: Tanz Bambolina
Matia Bazar: Ti Sento
Mike Oldfield & Maggie Reilly: Moonlight Shadow