Sfogliando "LETTURE"
12 feb 2012 - BLOG, LETTURE    Nessun Commento

Sorprese

De SilvaFinalmente! Sì, finalmente! Dopo le recenti ed inaspettate quasi delusioni di Nicolai Lilin e di Haruki Murakami, che ho raccontato il mese scorso, questa volta sono felice di essermi inbattuto in una vera sorpresa. Di Diego De Silva ho letto nelle ultime settimane tre opere: Voglio guardare, La donna di scorta e infine Non avevo capito niente. All’indietro, insomma, da un killer pedofilo ad una relazione adulterina fino alla vita (e al lavoro) probabilmente vuota di un avvocato divorziato. In particolare quest’ultimo libro mi ha colpito i sensi. La scrittura innanzitutto: ricca, ma dissimulata sotto una patina colloquiale (e in taluni casi all’apparenza sgrammaticata). E poi i personaggi. Inverosimili, e proprio per questo vicinissimi alle esperienze di vita di noi tutti: il lavoro, le relazioni, i figli, il sesso, la giustizia e le ingiustizie… Insomma: un nuovo colpo di fulmine. E, visto che nel titolo ho scritto “sorprese” al plurale, ecco che ritorno su un mio vecchio cruccio: Stephen King. Incapace di attendere l’eventuale edizione italiana in formato ebook, ho comprato 22/11/63 in edizione rilegata. (Lo so, avevo promesso che la mia transizione verso il formato elettronico sarebbe stata definitiva e senza ripensamenti: ma sono amabilmente incostante…) Ebbene: sono a pagina 27 e ancora non è sorto in me l’immancabile fastidio. Che sia un segno?

La biblioteca digitale

A poco più di un mese dalla transizione verso una biblioteca interamente digitale mi capita di fare un paio di riflessioni e di tirare un poco le somme. I motivi che mi hanno spinto, dopo oltre un anno di indecisione, a dotarmi di un e-reader e di acquistare i testi solo in formato digitale sono sostanzialmente tre: lo spazio, la praticità e il risparmio. Ecco i pro e i contro.
Lo spazio. Sono sempre stato molto orgoglioso delle intere scaffalature che hanno occupato tutte le pareti delle case in cui ho abitato. E’ stata dura rinunciare a passare le ore a guardare le coste e altrettante a cambiare completamente l’ordine dei volumi secondo una nuova idea. Così come rinunciare al piacere, fisico e sensuale, di avere un libro in mano, di sfogliarlo, di piegare le pagine e poi di stenderle. Tuttavia questi stessi spazi, così amorevolmente riempiti di libri, sono praticamente del tutto saturi dove abito attualmente. E dunque, con sommo dispiacere, d’ora in avanti tutti i miei nuovi acquisti saranno solo in forma digitale, sparsi tra i vari pc, i telefoni e i lettori.
La praticità. Certo, ho dovuto dire addio alle visite alle librerie dove ero solito vagare tra gli scaffali con aria sognante, ma la praticità degli ebook è imbattibile. Li archivi dove ti pare, puoi averne in tasca un numero impossibile in precedenza e il lettore ha lo stesso ingombro, e all’incirca lo stesso peso, di un Oscar Mondadori. L’acquisto, soprattutto su Amazon se hai un Kindle, inoltre è di una semplicità disarmante. (Se poi i grandi nomi riuscissero a superare la loro mania dei formati proprietari e dell’uso restrittivo dei DRM…)
Il risparmio. Voce dal peso non indifferente. Vero è che in Italia – a causa di un’aliquota IVA non adeguata e di scelte di pricing perlomeno discutibili – il risparmio è inferiore che altrove. Ma con i tempi che corrono (e corrono parecchio) anche un risparmio marginale è bene accetto.

26 gen 2012 - BLOG, LETTURE    Nessun Commento

Deludenti?

Sono a disagio. Una sorta di insoddisfazione che non riesce a celarsi del tutto mi si annoda un poco nello stomaco. Due dei titoli che attendevo con maggiore interesse (senza nulla togliere a tutti gli altri che ho letto e sto leggendo in questo periodo), e cioè 1Q84 e Il Respiro del Buio, si sono rivelati deludenti. Forse l’aggettivo è ingeneroso, o addirittura eccessivo, ma sono arrivato all’ultima pagina di entrambi i libri con la sete di parole e storie non del tutto placata.

14 gen 2012 - BLOG, LETTURE    Nessun Commento

Il mio primo Nesbø

Il LeopardoFrequento il thriller scandinavo da ormai parecchi anni. Ho iniziato, quasi per caso, come molti credo, con Liza Marklund e Henning Mankell per approdare a John Ajvide Lindqvist, a Arne Dahl, a Stieg Larsson e altri. E’ indubbio che questi ultimi vent’anni il Nord Europa abbia donato alla letteratura di genere parecchi autori talentuosi che hanno portato nuova linfa e nuove visioni a noi lettori affamati. Fredde campagne, gelidi fiordi, strade viscide, giornalisti curiosi, assassini senza scrupoli, poliziotti stanchi, hackers tatuati… Penso che con questi libri molta gente, dopo aver visitato virtualmente ogni angolo luminoso o sordido di New York e di Los Angeles, abbia conosciuto una Svezia e una Norvegia sorprendenti. “Il Leopardo”, di Jo Nesbø, è stato uno dei primissimi acquisti per il mio Kindle. Non avevo ancora letto nulla di quest’autore di Oslo e l’incontro non avrebbe potutto essere più propizio. Dopo un inizio forse troppo di maniera le pagine stampate con e-ink sono scivolate via sempre più piacevolmente sullo schermo del mio lettore. La qualità che più ho apprezzato è la capacità descritiva: una lingua ricca, anche se concisa ed efficace. A metà strada tra l’hard boiled e il giallo procedurale, la storia che ruota attorno ad un Harry Hole apparentemente sempre più perso è senz’altro di quelle che non si dimenticano (se si riescono a perdonare alcuni eccessi probabilmente pensati in chiave di trasposizione cinematografica).

24 dic 2011 - BLOG, LETTURE    Nessun Commento

Stephen King

JFKChi mi conosce sa quanto io ami leggere. Chi mi conosce ancora meglio sa che nel mio cuore ho la letteratura fantastica e la hard sci-fi sopra ogni altro genere. Ma tutti sanno che non sono mai riuscito a finere un romanzo di Stephen King. Trovo la sua scrittura noiosa. Ecco, l’ho detto. Mi merito tutti gli strali che i suoi fan riusciranno a inviarmi. E purtuttavia, dovendo ammettere che senz’altro King possiede un certo talento (sebbene io non riesca e intravederlo), ho deciso – come primo buon proposito per l’anno a venire – di impegnarmi a fondo a leggere, interamente, una sua opera. La sua ultima fatica, 11/22/63, sembra avere tutti gli ingredienti che possano attirare la mia attenzione. Sarà uno dei primi acquisti su Amazon.

E’ il momento delle scelte

libriE’ il momento delle scelte. Sebbene ci ragionassi da tempo non pensavo ancora che la transizione dal libro stampato alla sua versione elettronica fosse così immente. E invece ragioni economiche, soprattutto, e di spazio hanno reso questa evoluzione improrogabile. Da parecchi mesi cerco di scrivere un buon testo per dire addio a quelle migliaia di volumi che hanno accompagnato la mia vita da quando ero veramente piccolo ad oggi. Non ci sono ancora riuscito. E’ come se facessi fatica a staccarmi da quel piacere intimo e pregnante che provo nello scegliere un libro vagando tra gli scaffali di una libreria, nell’acquistarlo, nello sfogliarlo ovunque (sul letto, nel bagno, sul treno, in ufficio nei momenti di pausa), di vivere le sue pagine sfogliandole una alla volta e alla fine nel trovargli una sistemazione accanto ai suoi simili. E’ il momento delle scelte, dicevo. Un ottimo Kindle, precludendomi la galassia del formato epub, o un altro reader? Ho solo pochi giorni…

11 dic 2011 - BLOG, LETTURE, VITA, WEB    Nessun Commento

Zazie nella Rete

Zazie
Zazie, finalmente! Leggendo come tutti i giorni il blog di Alessia Rastelli e Tommaso Pellizzari su Corriere.it ho scoperto che è giunta l’ora della nascita di questa piattaforma firmata Digitpub. Le intenzioni sono ottime; non solo un clone italiano di aNobii (cosa, già di per sè lodevole, considerando il panorama dei lettori nostrani) ma anche una maggiore strutturazione – così si sostiene – della condivisione. Al momento, e non potrebbe essere diversamente, vi sono ancora piccoli difetti di gioventù (la registrazione non sempre funziona e manca un’applicazione mobile), ma non vedo l’ora di importare la mia libreria.

2 dic 2011 - BLOG, LETTURE    Nessun Commento

Il Nuovo Lilin

IlRespirodelBuioMese di interessanti uscite, questo. Con l’usuale copertina dai toni cupi che ripropone un ritratto dell’autore, Einaudi pubblica l’ultima opera di Nicolai Lilin, scritta anch’essa – come le precedenti- in italiano. Al pari del tomo di Murakami ero in attesa anche dell’ultimo romanzo di questo ex ragazzo della Transnistria ed ex combattente in Cecenia. Dovrei iniziare il libro a breve (giusto il tempo di terminare la lettura di un paio di volumetti) e probabilmente sarà consumato in pochissime corse mattutine di treno. Ma, se dovesse avere la forza narrativa delle due opere precedenti di Lilin, di certo rimarrà ben impresso negli occhi a lungo.

26 nov 2011 - BLOG, LETTURE    Nessun Commento

Murakami, finalmente

1Q84 L’ultima fatica di Haruki Murakami, finalmente, ha raggiunto le librerie. Lasciamo pure stare i termini come “autore di culto”, “narratore di una generazione” e similari. Di certo c’è che quest’opera è stata a lungo attesa dai suo fan. E infatti, appena scorto sugli scaffali della libreria dove sono solito sperperare una quota significativa del mio stipendio, non sono riuscito a trattenermi. Venti euro in cassa, e in meno sul mio conto. Sono arrivato a pagina 282 e devo ancora decidere se è il libro dell’anno o soltanto un ottimo libro. Riusciranno Aomame e Tengo a replicare davvero la potenza e delicatezza di Watanabe e Naoko?

19 mag 2010 - LETTURE    Nessun Commento

Tutti i miei amici che facevano sport sono morti

All’inizio ho pensato: anche uno sforzo piccolo e poco visibile come questa intervista è utile per mantenere vivo il ricordo di eventi tanto dolorosi. Ma quando sono giunto all’ultima pagina mi sono rassegnato: questo è un libro inutile. Inutile perchè le domande dell’intervista al generale Maletti non sono domande: sono ricostruzioni. Perchè queste ricostruzioni ripercorrono le verità processuali solo  finchè esse sono coerenti con la visione e il giudizio storico che si vuole dare di quell’epoca. Perchè le risposte fornite dall’ex ufficiale del SID non sono risposte, sono solo una bonaria accozzaglia di dimenticanze e di “rivelazioni” che probabilmente Repubblica ha già pubblicato trent’anni fa. Perchè chi c’era davvero in piazza Fontana a Milano, quel freddo giorno dicembrino del sessantanove, chi confezionava ordigni, chi copriva e chi depistava è passato perlopiù indenne attraverso le maglie della storia. Proprio come gran parte della classe dirigente politica che, non dimentichiamolo, ha continuato ad beneficiare dei voti di noi tutti sino ad oggi.
Hai voglia a praticare sport…

PIAZZA FONTANA: NOI SAPEVAMO di N. Palma, M.E. Scandaliato, A. Sceresini

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