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Nessun Commento Primo Maggio: la festa senza il lavoro
Immagine scontata per un titolo che non lo è affatto (ripreso da un articolo de l’Unità). Confesso che ieri, nel pensare al post odierno, immaginavo una headline più fresca ed incoraggiante perchè – proprio come per il 25 Aprile – ci sono momenti in cui lamentarsi e momenti in cui reagire. E però… Però l’ottimismo non deve diventare un telo di lino che ci si posiziona davanti agli occhi: opaco, ma non a sufficienza per impedire di far intravedere forme ed ombre. La realtà è che, finalmente, sì!, decenni di immobilismo politico e sindacale sembrano ormai avere segnato – forzatamente – il passo. Ma ormai è altrettanto vero che il lavoro, quello vero, valorizzato, retribuito, non vessato, non esiste più. Sono precari coloro che hanno contratti a termine rinnovati, con angoscia, di volta in volta. E sono precari coloro con contratti a tempo indeterminato, esposti a tutte le intemperie che si possono immaginare. Sono venuti a mancare i circoli, le connessioni, le protezioni, i protezionismi e le sovvenzioni, le banche non finanziano più nulla: ed ecco che, improvvisamente, anche gli imprenditori si scoprono precari.