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Nessun Commento Negoziazioni
La pirateria (informatica, musicale, cinematografica, editoriale, etc…) non è argomento nuovo. E’ stato anzi oggetto di discussioni sempre più vivaci che dai luoghi fisici sono inevatiabilmente finite in rete e da lì di nuovo rimbalzate nella vita reale. Il recente showdown di Megaupload, e i conseguenti cyber suicidi di servizi più o meno simili, ha riacceso di nuovo i riflettori sulla piaga del XXI secolo (o, se si preferisce, sui diritti dei net-citizen). Tralasciando per un momento i torti e le ragioni e i relativi estremismi, devo ammettere che raramente ho letto – per quanto possa essere giudicata condivisibile o meno – un’analisi così realista e concisa come quella scritta da Paul Tassi su Forbes:
In terms of buying new films, studios are so far behind the times it’s laughable. Most often they want you to buy the $30 Blu-ray so you can get the “Ultraviolet” copy as well that plays on a few digital devices. Please, how about I’ll give you $10 for the new Harry Potter, and I’ll watch it whenever and wherever I want? This is a negotiation where at any time, your customer could just go download the damn movie for free, and they’re doing you a favor by even considering picking it up legally. And you have the nerve to think it’s on YOUR terms? That’s not how negotiation works. It may not be right, but it’s reality, and they have to face it.


La temperatura esterna si sta gradualmente abbassando, mentre quella del mio corpo è in oscillazione da un paio di giorni. Spossatezza e qualche dolore agli arti contrastano poco piacevolmente con tutti gli impegni di queste giornate. Per favorire la ripresa del buon umore, in vista di una lunga settimana lavorativa, stasera cucinerò Bami goreng.
E’ il momento delle scelte. Sebbene ci ragionassi da tempo non pensavo ancora che la transizione dal libro stampato alla sua versione elettronica fosse così immente. E invece ragioni economiche, soprattutto, e di spazio hanno reso questa evoluzione improrogabile. Da parecchi mesi cerco di scrivere un buon testo per dire addio a quelle migliaia di volumi che hanno accompagnato la mia vita da quando ero veramente piccolo ad oggi. Non ci sono ancora riuscito. E’ come se facessi fatica a staccarmi da quel piacere intimo e pregnante che provo nello scegliere un libro vagando tra gli scaffali di una libreria, nell’acquistarlo, nello sfogliarlo ovunque (sul letto, nel bagno, sul treno, in ufficio nei momenti di pausa), di vivere le sue pagine sfogliandole una alla volta e alla fine nel trovargli una sistemazione accanto ai suoi simili. E’ il momento delle scelte, dicevo. Un ottimo 