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18 giu 2010 - PENDOLARISMO, VITA    1 Commento

Sembra novembre

Sembra novembre e invece è giugno. La temperatura si è abbassata stanotte, le strade sono avvolte da una sorta di nebbia e la gente esce di casa con addosso le giacche a vento. Che, diciamocelo, è un’esagerazione. Perché è vero che a quest’ora del mattino l’aria è fresca e frizzante ma, appunto, siamo a giugno; è un po’ come certe signore che, ai primi refoli di vento freddo autunnale, tolgono dalla naftalina le loro spesse e costose pelliccie quando si è tutti ancora in giro in maniche di camicia o al massimo in felpa.
Mi infilo come al solito gli auricolari. La giornata però non è adatta a certi movimenti musicali. Così scelgo un Elvis di annata: Heartbreak Hotel, Too Much, Jailhouse Rock, Dont Be Cruel, One Night… I coretti e il plong plong del contrabbabasso mi accompagnano fino in stazione. Qui due distinti gruppetti di persone distribuiscono volantini fotocopiati. Le solite lamentele sui servizi delle ferrovie e sul governo ladro che, oltre a far piovere, ruba ai poveri per donare ai ricchi. Sono abbastanza disilluso sugli scopi ultimi della nostra classe dirigente e mi accontenterei di evitare la pioggia.
La carrozza di testa del treno è deserta. Mi accomodo sul sedile e osservo la spettrale campagna milanese scorrere al di fuori dell’ampio finestrino ricurvo. Tra capannoni industriali e strade che si perdono nella nebbia potrei essere benissimo parte di un episodio di Ai confini della realtà. Poi, alla prima stazione, l’usuale massa di studenti e pendolari si riversa a bordo e il cielo si apre all’improvviso, blu e caldo. E l’illusione svanisce. Assieme alla nebbia.

28 apr 2010 - PENDOLARISMO, VITA    Nessun Commento

Aria

La sorpresa della giornata: carrozze del treno ghiacciate. Nulla di nuovo, si osserverebbe, se fosse ancora gennaio e fossimo saliti sulle vetture dopo una lunga attesa, incerti se i pochi centimetri di neve della notte precedente avessero scoraggiato le ferrovie nazionali a mettere in linea i convogli. Solo che siamo a fine aprile e il termometro oscilla costantemente tra i quindici e i ventitre gradi. Quindi si esce di casa la mattina con una leggera felpa, felpa che poi verrà arrotolata sui fianchi o legata alla borsa durante la giornata. Per il calendario delle ferrovie probabilmente oggi è segnato come il primo giorno d’estate. Aria gelida soffia inarrestabile dalle bocchette poste subito sotto i finestrini dei nuovi convogli, quelli delle linee suburbane. L’architettura particolare dei vetri, leggermenti incurvati verso l’alto, facilita il deflusso dell’aria fino a creare un vortice che inesorabile si avventa sul passeggero, lo avvolge e lo raffredda oltre ogni umana tolleranza. Il quadro di gestione dell’impianto di aria condizionata si trova in bella vista, dietro un vetro blindato, accanto all’enorme porta della toilette. Forse per scoraggiare atti di disobbedienza civile.