Fiocchi di neve turbinano come pensieri incapaci di addensarsi.
Uno scorcio di luna tra nubi indecise e gravide
e la neve che ingrigisce e avvizzisce piano.
Nella vasca, appena il naso e gli occhi fuori dall’acqua tiepida.
Oltre la parete Aznavour canta sommessamente.
Cimitero Monumentale di Milano.
Alla fine è arrivata. Con un paio di giorni di ritardo rispetto ai vicini piemontesi, anche in Lombardia le temperature sono scese di colpo e venti gelidi stanno spazzando Milano e dintorni. Inevitabilmente anche la neve ha iniziato a imbiancare le strade. Come dice Dania: “A me la neve piace nelle palle di vetro, in montagna e sul presepe. In tutti gli altri posti la trovo parecchio scomoda.”
Ho inseguito una visione scarmigliata
dal bordo della strada polverosa
fino alla stretta roccia
dove l’acqua gorgeggia veloce;
mi sono arrampicato sul fianco della montagna
lasciando impronte nell’algida neve
tra gli abeti silenziosi;
ho attraversato un mare di gramigna e trifoglio
affondando i piedi nudi tra fusti prostrati.
L’ho raggiunta al rosseggiare del sole
disteso sul tuo dolce colle
sotto cieli di rame.