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Nessun Commento L’esilio
Sospinti dal vento, neri come non mai, i suoi capelli scivolano oltre le spalle
e si tuffano nell’aria calda e accogliente di questo giorno di giugno,
la testa leggermente reclinata all’esterno e gli occhi chiusi,
dietro le cui palpebre danzano vortici di spilli colorati.
Il motore ronza costante e confortante come un gatto appagato,
lanciando la macchina lungo la striscia sinuosa della strada
che sembra tracciare il confine tra il mare sciabordante di schiuma
e le mantelle di erba che si gonfiano al respiro della brezza.
La radio suona una musica sconosciuta, ma il ritmo è così dolce
che stringo il volante e penso che se chiudo anche io gli occhi
questo esilio non finirà mai.